Festa di fine DASPO
FESTA DI FINE DASPO
L’occasione per ritrovarci a Milano dopo un anno, ricordare le nostre avventure e rilanciare le prossime iniziative èđ
đDomenica 25 gennaio
đOre 12.30
đPub/ristorante Carlsberg – Bastioni di porta nuova 9, Milano.
Invitati anche gli amici della digosđ¤Şđ
Il DASPO di un anno da Milano per Raffaele Varvara è terminato. Lâinfermiere, presidente del comitato âDi Sana e Robusta Costituzioneâ potrĂ far ritorno a Milano da uomo libero. Scade oggi il provvedimento restrittivo che gli ha vietato lâingresso nel capoluogo lombardo dal gennaio 2025, a seguito dei fatti occorsi presso lâospedale Niguarda.
Era il 31 ottobre 2024, quando Varvara si recò presso lâospedale Niguarda, con altri cinque attivisti, a far visita allâ âinfermiere facilitatore della vaccinazioneâ, figura deputata alla promozione della campagna vaccinale rivolta alle persone in attesa di visite e controlli. Un infermiere âcol compito di proporre alle persone che si trovano nelle sale dâattesa la possibilitĂ di vaccinarsi, magari insieme al loro accompagnatore o caregiver. Eâ un modo di sfruttare lâattesa in modo virtuoso, ma anche di intercettare i famigliari delle persone fragili, che spesso hanno poco tempo per aderire alla campagna vaccinale. Li informiamo sullâopportunitĂ di proteggersi e sulla possibilitĂ di farlo subito, senza prenotazioni o attese: è una dinamica che sta riscuotendo successo e che ci ha permesso di incrementare notevolmente la copertura delle persone vaccinateâ, si leggeva sul sito del Niguarda.
In seguito, la notizia fu rilanciata da questo servizio RAI e Varvara si recò in qualitĂ di infermiere, ex dipendente del medesimo nosocomio, ad incontrare il suo collega facilitatore, per verificare la veridicitĂ dellâinformazione. Dallâaccertamento risultò che il facilitatore non fermava le persone in attesa, come il servizio RAI propagandisticamente faceva credere, bensĂŹ stazionava per fornire informazioni alle persone che vi si avvicinavano. Un dettaglio non da poco, che lo stesso Varvara documentò in questo video.
Lâincontro fu bruscamente interrotto dalle forze dellâordine e il questore di Milano decise per la linea dura: DASPO urbano â o foglio di via da Milano di un anno â per lâinfermiere, promotore dellâiniziativa.
Un provvedimento restrittivo della libertĂ personale (QUI IL TESTO INTEGRALE)Â che si riserva per chi spaccia o per chi molesta, veniva esteso anche a chi manifesta il proprio dissenso, ritenuto un pericolo sociale.
Abbiamo raggiunto Varvara, collega redattore di ComeDonChisciotte.
âEâ stato un anno difficile perchè ogni volta che dovevo entrare a Milano per lavoro, dovevo chiedere e attendere un permesso speciale dalla polizia. Per quanto riguarda il mio attivismo, non mi sono perso dâanimo e ho continuato a promuovere iniziative in tutta Italia. Adesso posso finalmente rimettere piede a Milano, cittĂ dove lavoro e dove ho mosso i primi passi da attivista. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questâannoâ;
âSi, dopo tre licenziamenti dal Servizio Sanitario Nazionale, ho capito che non sono gradito nella pubblica amministrazione, dove non câè spazio per chi svolge una professione di cura con empatia, buon senso e umanitĂ , ma câè spazio solo per chi segue i protocolli in maniera acritica; cosĂŹ, mi sono tirato fuori dal sistema e, dallâanno scorso, esercito come infermiere di famiglia in assistenza domiciliare in regime di libera professione, nel comune di Milano. Questo DASPO mi ha impedito di circolare liberamente tra le case dei pazienti che assisto regolarmente tutti i giorni, poichè ogni volta, dovevo prima comunicare alla questura ogni mio spostamento per riceverne autorizzazioneâ;
âEâ stato un provvedimento a dir poco sproporzionato; il DASPO, in principio, era nato per contrastare il fenomeno della violenza negli stadi (è, infatti, lâacronimo di divieto di accedere alle manifestazioni sportive), ma oggi è uno strumento abusato per reprimere i basilari diritti costituzionali in nome della massima sicurezza e della massima precauzione; è il fiore allâocchiello del paradigma securitario di cui questo governo, ne è plastica rappresentazione. Al contempo è il segno dellâefficacia delle nostre azioni: il DASPO vuol dire che il comitato Di Sana e Robusta Costituzione sta esprimendo al massimo potenziale la sua azione per la libertĂ di scelta terapeutica, la riumanizzazione delle cure ed il libero accesso al diritto alla salute. Eâ per questo che hanno voluto neutralizzarmi, sopprimendomi la possibilitĂ di muovermi quale libero cittadino della Repubblica Italiana. Io non sono un criminale. O forse, oggi, sono i liberi cittadini â che manifestano le proprie idee â ad essere considerati tali?â
âLe sperimentazioni di nuove forme repressive partono sempre da Milano. Fanno sempre cosĂŹ: cominciano a sperimentare su un territorio ristretto, se non câè reazione da parte della popolazione, estendono la misura restrittiva alla regione e poi allâItalia intera. Lo abbiamo visto durante la stagione psicopandemica. Per questo, bisogna sempre dispiegare il nostro dissenso, organizzarsi per rispondere colpo su colpo, come abbiamo fatto allâospedale Niguarda, dove, dopo la nostra iniziativa, la figura dellâinfermiere facilitatore della vaccinazione è stata rimossa. Abbiamo pagato ma alla fine abbiamo vinto noi e oggi la popolazione non vuol sentir parlare di vaccinazione anticovid: la copertura vaccinale, questâanno è stata bassissima, molto inferiore alle loro aspettative, segno che è in atto un lento risveglio e un progressivo incremento di consapevolezzaâ;
âDomenica 25 gennaio stiamo preparando una grande festa di fine DASPO a Milano. SarĂ lâoccasione per ritrovare gli attivisti milanesi, per ricordare le nostre avventure e per rilanciare le prossime iniziative, magari partendo proprio dallâospedale Niguarda!â
Di Rob per ComeDonChisciotte.org
20.01.2026